Trekking Sciamanico Notturno – Un viaggio tra Antropologia e Natura

Trekking Sciamanico Notturno

Un viaggio tra Antropologia e Natura

Venerdì 1 Aprile

Monti Simbruini

Quando il grande antropologo Mircea Eliade nel secolo scorso iniziò i suoi studi su un certo tipo di tecniche estatiche presenti nelle pratiche religiose primitive, il termine sciamanismo o sciamanesimo ancora non esisteva, divenne nel tempo una  nominalizzazione utilizzata negli anni a venire da antropologi e storici delle religioni per classificare quelle manifestazioni religiose in cui l'operatore rituale di una data fenomenologia religiosa potesse entrare a contatto con un universo spirituale attraverso l'estasi, coretico musicale, o meditativa.

La grande opera di catalogazione di Eliade rivelò al mondo accademico che tali fenomeni erano diffusi in tutto il mondo e presso tutte le società.

Oggi si parla molto di sciamanismo, sedicenti stregoni della modernità propongono rituali vernacolari e pratiche ad essi correlati ad un pubblico assolutamente impreparato e soprattutto non idoneo poichè non appartenente appunto a certe culture tradizionali.

Così come in altre occasioni noi di Antropostudio, con un ottica ovviamente Antropologica abbiamo deciso di introdurvi al mondo dello sciamanismo, mantenendo  un approccio scientifico, parlandovi della storia di queste pratiche e rivelandovi alcune tecniche per entrare a contatto con l'animale archetipico che è in voi attraverso tecniche ed esercizi particolari.

La natura selvaggia è l'elemento necessario per accedere ad un certo tipo di saperi.

 Per fare questo abbiamo sviluppato un percorso particolarmente interessante in cui si potesse accedere ad elementi fondamentali della pratica meditativo- sciamanica quali: la caverna, la notte, le altutudini, i boschi, la fauna autoctona.

Ci recheremo in una delle zone più selvagge dei Monti Simbruini.

Luoghi di culto delle tradizioni legate alla  Santissima Trinità di Vallepietra, sicretismo  Cristiano derivante dalle cultualità primaverili di Cibele e Attis , divinità Arboree legate al culto dell'acqua e dei boschi.

Visiteremo questi luoghi di particolare interesse storico ed ambientale con un trekking della durata media di 5 ore che ci condurrà nel cuore inviolato delle nostre montagne, durante il quale approfondiremo il tema dello sciamanismo attraverso diverse attività laboratoriali che sperimenterete durante  l'escursione:

- Meditazione in Cammino

- Visualizzazione guidata dell'animale archetipico

- Il ruolo dell'animale come elemento protettivo

- La pratica, il rito ed il gruppo come componente aggregativa

- La fiducia del lasciarsi andare

- il rapporto mente, corpo, spazio naturale

 

Diff Percorso : E

Subiaco - Santa Chelidonia

Durata: 2 Ore andata

                2 Ore ritorno

Dislivello: m 300

ISCRIZIONE E QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Per la particolare natura delle nostre attività formative è nostra scelta etica mantenere un numero esiguo di partecipanti  per poter mantenere uno standard qualitativo conforme agli obbiettivi prefissati in queste esperienze, Natura vuol dire silenzio e contemplazione, attività molto difficili da attuare con gruppi numerosi.

Prenderemo quindi in considerazione le prime dodici richieste di partecipazione che dovranno pervenire entro il 22 Febbraio.

Per prenotare è necessario inviare una mail all'indirizzo segreteria@antropostudio.org , comunicando i propri dati anagrafici e numero di telefono e sarete immediatamente ricontattati.

La quota di partecipazione al Seminario è di Euro 35, nella quota è incluso il tesseramento alla Associazione Antropostudio per l'anno 2022

In caso di assenze non comunicate entro le ore 22 del 29 Marzo  è previsto un pagamento completo della quota di partecipazione.

I Mezzi

Dato il particolare momento Sanitario non ci è possibile attivare i nostri servizi di spostamento, i partecipanti quindi dovranno essere muniti autonomamente delle loro autovetture.

Cosa Portare:

L’elemento fondamentale per un’escursione in sicurezza sono un buon paio di scarpe da trekking o da avvicinamento, preferibilmente con suola in vibram.

vestiario adatto alla stagione; pantaloni lunghi, maglietta di cotone o traspirante, pile, guscio e mantella in caso di pioggia (in montagna è sempre bene vestirsi a strati traspiranti da poter togliere o rimettere in caso di caldo o freddo). Doppio paio di calzettoni di riserva ed un piccolo cambio in caso di pioggia da lasciare in auto.

Da mettere nello zaino :

cappello con visiera in caso di sole eccessivo, e berretto pesante in caso di vento freddo, una macchinetta fotografica ed un binocolo per catturare l’istante dell’avvistamento della fauna locale.

Consigliati ma non necessari i bastoncini telescopici per una migliore progressione in salita ed in discesa

Cosa Mangiare

Consigliamo sempre oltre al classico panino e frutta, prodotti che possano dare energia immediata quali frutta secca, cioccolata, barrette energetiche.

La Fauna

Durante il trekking consigliamo vivamente di portare binocolo e macchinetta fotografica, nel percorso scelto è possibile fare l'avvistamento di cervi e caprioli, ed essendo questo il periodo di risveglio dal letargo con fortuna potremmo anche ammirare da lontano il furtivo passaggio dell'orso bruno marsicano.

Guidati da:

Damiano Tullio Damiano Tullio muove i suoi primi passi in una famiglia di alpinisti legati profondamente alle  Mainarde, montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Vive la sua giovinezza a metà fra i due mondi quello urbano della grande metropoli romana e le amate montagne  e i luoghi selvaggi dell’Appennino che determinano ogni sua scelta futura.

Fin dall’età di nove anni partecipa attivamente alle attività di salvaguardia e ricerca in natura come attivista WWF e LIPU di cui diventa Coordinatore della Sezione Giovanile di Roma. Crescendo,  dedica tutti i suoi sforzi ed i suoi studi per essere costantemente in viaggio studiando  e facendo ricerca etnografica sul campo in luoghi selvaggi di Europa, Asia, Americhe e Australia per comprendere il rapporto ancestrale che intercorre fra le società tradizionali e gli ambienti non antropizzati.

I suoi studi nelle discipline Demo Etno Antropologiche, nelle quali si laurea all’età di 25 Anni con una Tesi dedicata al rapporto fra Montagne e Sentimento Religioso, lo spingono sempre più verso la scoperta. 

Negli anni successivi infatti si specializza in altri aspetti dell’Antropologia , in particolare l’Antropologia Clinica  e Couseling in Antropologia Esistenziale su cui sviluppa una ricerca basata sul rapporto terapeutico fra Esperienze in luoghi Selvaggi e Terapia dell’Anima, da cui deriva il suo saggio breve “dalla Roccia al Samadhi”, che affronta il tema della consapevolezza in natura dagli ancestrali riti di iniziazione alla pratica dell’Alpinismo Estremo.

Gli studi svolti, hanno sempre previsto una presenza attiva in Natura, trasformando le sue grandi passioni dell’Alpinismo e il Trekking come dei veri e propri strumenti di Karma Yoga e costituzione dell’anima attraverso lo stretto rapporto con le grandi esperienze forestali  diventando inoltre Guida Federtrek,  Membro del Soccorso Alpino Lazio e come Formatore Nazionale CSEN per il Forestbathing.

Desideroso di trasmettere questi saperi appresi nei lunghi anni di ricerca e di esperienza fonda nel 2010 Antropostudio, una realtà che si occupa della divulgazione del rapporto Archetipico Uomo Natura dal punto di vista scientifico, filosofico, etico e soprattutto esperienziale. Da anni sue attività si svolgono in aula dal punto di vista accademico  ma soprattutto nei boschi,  gran parte della sua missione consiste infatti nel  riavvicinare le persone alla natura selvaggia  che risiede in luoghi non antropizzati ed in isole addormentate dell’anima che troppo spesso vengono dai più lasciate inesplorate. Nei suoi corsi di formazione definisce questo metodo di riavvicinamento ad orientamento AntropoEcologico come Rewilding Esistenziale, un processo che permette un risveglio esistenziale attraverso il rapporto diretto  con gli elementi forestali, glaciali, montani.

Il Rewilding mira ad un reinserimento dell’Uomo in contesti totalmente non antropizzati ed al suo adattamento dal punto di vista esperienziale ma soprattutto psicologico, a tal proposito infatti vengono proposte anche esperienze apprese durante le ricerche etnografiche svolte con società tradizionali ancora profondamente connesse alla natura.

Una delle più interessanti da menzionare è la Iglu Experience in cui vengono proposti dei laboratori di comprensione della Cultura Glaciale Inuit attraverso la realizzazione di un Iglu in stile tradizionale e trasmessi i saperi di questo antico popolo.

Negli anni la sua missione didattica ha raggiunto centinaia di persone, direttamente attraverso le intense esperienze di natura e formazione, ed indirettamente attraverso le diverse presenze in trasmissioni che hanno raccontato la storia del progetto Antropostudio. In questo paradigma i boschi stessi, le grotte e le vette si trasformano in un’aula di lavoro in cui svolgere attività terapeutiche, scolastiche e aziendali per aprire le porte del proprio ascolto interiore verso l’indagine del mondo selvaggio che risiede dentro e fuori di noi.