Corsi di formazione in Eco-Antropologia

Cosa hanno in comune la meditazione, l’eremitismo, il trekking , l’alpinismo e le attività outdoor? Pratiche molto differenti fra loro, tuttavia in stretta relazione poiché come nelle ritualità iniziatiche primitive si basano su un concetto comune quello del “distacco” e “abbandono” e prevedono un ritorno nella collettività con una coscienza del proprio esistere nuova e più profonda, capace di operare in modalità positive verso se stessi ed il proprio gruppo di appartenenza.

Per trovare quello che nelle discipline orientali viene detto “Samadhi” e nel cristianesimo “Stato di Grazia” è necessario staccarsi da tutto ciò che ci lega ad un orizzonte consumistico delle cose ed aumentare il proprio bagaglio percettivo, ed in questo gli stimoli offerti dalla Natura sono una ottima risorsa per riuscire a sviluppare quell’orizzonte cognitivo sul quale è possibile porre in opposizione l’Io, frutto delle nostre esperienze sensibili ed il nostro Se; quella realtà interiore che appartiene ad ogni individuo ma che molto spesso viene perso di vista.

Questo interessante laboratorio è la breve sinossi dei temi trattati nel volume “Dalla Roccia al Samadhi”, frutto del lavoro del Dott. Damiano Tullio sviluppato in anni di studi sul campo di carattere antropologico e di consulenza filosofico esistenziale, legati alla pratica attiva di attività montane quali il Trekking, lo Yoga, l’Arrampicata e l’Alpinismo. Questo lavoro si propone di esplorare dal punto di vista teorico e pratico proprio alcune di queste tecniche esistenziali per mettere in comunicazione l’individuo con Se stesso utilizzando il rapporto archetipico che lo unisce alla natura. È importante sperimentare e comprendere l’importanza e la profondità di gesti come il respiro, o il processo cognitivo del guardare, vedere e osservare; capire l’importanza del cammino in natura come percorso iniziatico e l’avventura come conquista dei propri orizzonti interiori; sperimentando il senso di abbandono nella natura e la conquista della fiducia in chi ci accompagna in questo percorso, affidando la propria fiducia ai componenti del gruppo.

Dalla Mente al Movimento

Le attività trattate in questo laboratorio prevedono il loro svolgimento all’aperto una prima parte essenziale riguarda l’ascolto, basata sulla percezione del proprio corpo, un ascolto di natura interna ed esterna. L’ascolto interno prevede una analisi attenta attraverso tecniche specifiche del proprio respiro che conduce ad un controllo e scoperta delle proprie mappe interiori, dei propri sentimenti ed emozioni.

In questa fase viene conferita una particolare importanza all’approccio visivo, durante questi esperimenti meditativi viene utilizzata la tecnica del Trataka, una meditazione guidata che si basa sulla osservazione profonda di un oggetto (in questo caso sceglieremo un elemento naturale come foglie, rami e pietre) per acuire capacità analitiche profonde legate all’attenzione.

L’ascolto esterno invece si basa sulla contestualizzazione del proprio corpo in relazione all’ambiente circostante, la scoperta degli spazi e come attraversarli imparando l’arte del camminare consapevolmente; una tecnica terapeutico-esistenziale molto utilizzata in Francia, Inghilterra ed USA dove l’individuo impara a conoscere se stesso attraverso lo spazio praticando esercizi molto diversi fra loro che vanno dal camminare senza senso ma in relazione a quelli che sono gli stimoli visivi, camminare all’indietro, camminare ad occhi chiusi, camminare bendato guidato da un proprio compagno e correre.

Dopo questo passaggio cruciale del camminare guidato da qualcuno, si entra nell’area del “rituale iniziatico”, parte essenziale del laboratorio in cui entra in gioco il rapporto fra individuo e collettività, qui vengono affrontati numerosi esperimenti che riguardano l’interazione fra i singoli di un gruppo.

La fiducia, l’autoaffermazione, la cooperazione, l’empatia, sono i temi principali di questa fase di lavoro, per sviluppare nello studente la capacità di comprendere “l’Altro” e sapersi affidare ad esso.

Imparare ad Imparare

Il laboratorio di Eco-Tecniche essendo di natura esperienziale si basa sulla capacità del singolo di saper assorbire saperi e tecniche attraverso il vissuto attivo con la natura e gli individui che lo circondano. Creando come risultante una autconsapevolezza della propria percezione dell’individualità.

È importante considerare che il processo di saperi acquisiti attraverso una didattica di carattere metacognitivo con approccio filosofico esperienziale si articola in tre passaggi essenziali:

Dichiarativo (Sapere)

Procedurale (Saper Fare)

Pragmatico ( Sapere perché e quando fare)

Queste tre fasi ormai ben note alla moderna pedagogia, affondano le loro radici in dottrine filosofiche millenarie che hanno condizionato il pensiero moderno. Basti pensare che nella millenaria meditazione di stampo Buddista si attua la praxis dei quattro passaggi :

KIO- Obiettivo

CHI- Saggezza

GYO – Azione

I – Risultato

Ci troviamo quindi ad affrontare con un moderno approccio scientifico alcuni temi cari all’uomo durante tutta la sua storia, quel bisogno di auto interpretazione delle proprie capacità e del proprio esistere nei confronti del mondo esterno. In questo caso il mondo esterno è rappresentato dal “ Gruppo” e “La Natura”, viene dunque abbattuto quel muro di “Io” endogeno ed “altro” esogeno, spesso generatore di conflitti.

Un laboratorio di questo tipo mira alla acquisizione di competenze attraverso una didattica frontale esistenziale, basata su esempi esperibili dai singoli individui che sperimentano per conoscere, e conoscono per conoscersi.

Mirando alla acquisizione di competenze specifiche relative ai temi trattati quali: la collocazione dell’uomo nella natura dalla sua primitività al mondo contemporaneo, il rito iniziatico, la meditazione in quanto elemento di autocoscienza, il ruolo dell’arte, del gioco e della collettività tribale; si sviluppano competenze trasversali bel più utili quali il senso si iniziativa, la leadership, la interrelazionalità, l’empatia, ed altri importanti saperi in seguito elencati.

Competenze Trasversali

  • Comprensione del valore simbolico archetipico del rapporto Uomo – Natura
  • Autoaffermazione del proprio essere
  • Cognizione del singolo in relazione alla propria individualità e il suo ruolo in un dato ambiente e contesto culturale
  • Acquisizione del senso di autoconsapevolezza ed autoaffermazione
  • Acquisizione del processo cognitivo Pensare, Agire, Essere
  • Senso di iniziativa del singolo e coinvolgimento del gruppo
  • Mediazione ed interrelazione fra i singoli componenti del gruppo
  • Relazionalità in ambito interpersonale ed interculturale
  • Capacità di apprendimento dei singoli attraverso l’azione sociale della contrapposizione di individui diversi fra loro per derivazione culturale, sociale ed economica

Competenze di Contesto

  • Acquisizione di saperi legati al Training Autogeno in Natura
  • Fondamenti principali di Respiro Profondo e Pranayama
  • Forestbathing
  • Barefoot Meditation
  • Avvicinamento alla Meditazione
  • Focalissazione ed Attenzione attraverso
  • Processo di Autoconsapevolezza e Controllo
  • Capacità di gestire stati emotivi (stress, ansia, paura)
  • Contestualizzazione del ruolo Uomo – Natura
  • Comprensione della natura come elemento terapeutico
  • Percezione della propria individualità nel gruppo
  • Capacità di Cooperazione in gruppo
  • Sviluppo delle capacità Socio-Affettive nel gruppo
  • Sviluppo della componente Empatica
  • Acquisizione di Problem Solving

A chi è Indirizzato:

questo tipo di programma formativo è consigliato a tutte quelle figure professionali che lavorano in contesti aziendali per favorire le capacità interrelazionali e sviluppare le capacità di ascolto delle proprie propensioni e di quelle dell'Altro. Consigliamo inoltre questo percorso a coloro che lavorano con il pubblico specialmente, insegnanti, formatori, terapeuti, psicologi e medici;  e a tutti coloro che frequentano o lavorano in montagna: istruttori, accompagnatori, guide alpine.

Alcune tecniche apprese infatti possono essere utili per gestire meglio i gruppi ed affrontare eventuali problematiche esistenziali dei singoli legate alla sfera della fiducia, consapevolezza, coraggio, cooperazione ed accettazione dei propri limiti.

Guidati da Damiano Tullio

Damiano Tullio muove i suoi primi passi in una famiglia di alpinisti legati profondamente alle Mainarde, montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Vive la sua giovinezza a metà fra i due mondi, quello urbano della grande metropoli romana  ed i luoghi selvaggi dell’Appennino, che determineranno ogni sua scelta futura.
Fin dall’età di nove anni, partecipa attivamente alle attività di salvaguardia ambientale e di ricerca naturalistica come attivista WWF e LIPU di cui diventa Coordinatore della Sezione Giovanile di Roma.  La sua attenzione è rivolta alla comprensione del rapporto primordiale che lega la nostra specie agli ambienti selvaggi. Volge i suoi obiettivi verso realtà primitive e non antropizzate, attraverso la  sua grande passione per l’Antropologia, che lo condurrà spesso in viaggio  fra studi e  ricerca etnografica sul campo,  in luoghi remoti d’Europa, Asia, Americhe e Australia, al fine di  comprendere il rapporto ancestrale che intercorre fra le società tradizionali e la Madre Terra.
I suoi studi nelle discipline Demo Etno Antropologiche, nelle quali si laurea all’età di 25 Anni con una Tesi dedicata al rapporto fra Montagne e Sentimento Religioso, lo spingono sempre più verso la scoperta.
Negli anni successivi infatti si specializza in altri orizzonti dell’Antropologia , in particolare l’Antropologia Clinica e l’Antropologia Neo Esistenziale , su cui sviluppa una ricerca basata sul rapporto terapeutico fra le esperienze in luoghi selvaggi e la cura dell’anima, da cui deriva il suo saggio breve “dalla Roccia al Samadhi”, che affronta il tema della consapevolezza in natura , a partire dagli ancestrali riti di iniziazione per finire alla pratica dell’Alpinismo Estremo.
Da anni,  le sue attività di stampo accademico si svolgono in aula, fra le realtà più prestigiose,  ma il suo vero spazio didattico sono  i luoghi  incontaminati, gran parte del suo lavoro  consiste nel riavvicinare le persone alla natura selvaggia, che risiede nei  luoghi non antropizzati e nelle isole addormentate dell’anima,  troppo spesso lasciate dai più inesplorate.
Dimensioni di avventura, consapevolezza ed evoluzione  personale che vedono  la loro completa realizzazione non solo nel suo lavoro di antropologo, ma anche  nelle sue attività di Guida Federtrek, Operatore Soccorso Alpino e Formatore Nazionale CSEN per il Forestbathing,  che confluiscono  con un approccio integrato nel progetto Antropostudio,  fondato nel 2007 e che, ad oggi, raggiunge con la sua missione centinaia di persone coinvolgendole in esperienze dirette sul campo ed attraverso le diverse presenze in seminari, congressi e trasmissioni , che hanno raccontato la storia del progetto Antropostudio.
In questo paradigma, i boschi stessi, le grotte e le vette si trasformano in un’aula di lavoro in cui svolgere attività di Formazione in ambito  scolastico, aziendale e terapeutico per aprire le porte del proprio ascolto interiore verso l’indagine del mondo selvaggio che risiede dentro e fuori di noi.
Nei suoi corsi di formazione definisce questo metodo di riavvicinamento ad orientamento AntropoEcologico come Rewilding Esistenziale, un processo che permette un risveglio emozionale dell’individuo  attraverso il rapporto diretto con gli elementi naturali.
Il Rewilding mira ad un reinserimento  dell’Uomo in contesti totalmente non antropizzati ed al suo riadattamento dal punto di vista esperienziale e psicologico verso l’autentico orizzonte archetipico Uomo/Natura.
Per realizzare tutto questo è costante durante questi progetti il riferimento alle società tradizionali studiate sul campo che ancora oggi conservano tali sopravvivenze primitive,  un patrimonio di saperi , competenze e tradizioni vernacolari fondamentali per il nostro futuro che debbono essere tutelati e tramandati alle generazioni future.
Antropostudio
ReWild your Mind
ReMind you’re Wild