Rewilding e Mindfulness

Rewilding Esistenziale

L’esperienza che unisce avventura, scienza e consapevolezza
Immagina un luogo dove la scienza incontra il selvaggio, dove l’avventura diventa introspezione e dove la consapevolezza nasce dal contatto diretto con ciò che siamo sempre stati: natura viva, pulsante, autentica.
Quel luogo esiste.
E si chiama Rewilding Esistenziale.
Guidato dall’approccio antropologico di AntropoStudio, realtà riconosciuta come leader nel settore e pioniera nell’integrazione tra ricerca scientifica- umanistica e pratiche esperienziali, il Rewilding Esistenziale è oggi ufficialmente riconosciuto dal sistema nazionale come terapia integrata nei percorsi clinici contemporanei.

Che cos’è davvero il Rewilding Esistenziale?

È un metodo scientifico, ma prima ancora è un’esperienza trasformativa.
È un viaggio, a volte fisico, a volte interiore che ti riporta in relazione con il mondo selvaggio, con la tua biologia profonda, con le tue radici umane.
Attraverso strumenti antropologici, pratiche corporee, esplorazioni guidate e protocolli basati sulle più recenti scoperte delle scienze umane, il Rewilding Esistenziale ti permette di:
• risvegliare la tua consapevolezza originaria
• recuperare capacità percettive sopite
• riconnetterti con la tua identità profonda
• ritrovare forza, lucidità e visione
• uscire dai limiti imposti dalla routine e dalle sovrastrutture sociali
È un ritorno a casa, ma verso una casa che molti non hanno mai conosciuto davvero.

Per chi è indicato?

Per chi sente il bisogno di un percorso che vada oltre l’ordinario: autentico, scientifico, rigenerante.
Per chi vuole mettersi in gioco, attraversare nuove consapevolezze e scoprire come il contatto con il selvatico possa trasformare la percezione di sé.
È particolarmente consigliato per:
• professionisti e manager che desiderano maggiore lucidità, autoregolazione e capacità decisionale
• team aziendali che vogliono evolvere la propria intelligenza collettiva
• persone in percorsi terapeutici che necessitano di un’integrazione corporea ed esperienziale
• chiunque voglia vivere un’esperienza potente di rinascita e radicamento
Non è solo utile: è un acceleratore evolutivo.

Perché sempre più aziende lo scelgono

Molte società utilizzano oggi il Rewilding Esistenziale per:
• potenziare la leadership naturale
• migliorare il lavoro di squadra
• ridurre stress e burnout
• affinare capacità creative e adattive
• sviluppare umanità, resilienza e pensiero complesso
Il mondo del lavoro cambia rapidamente: servono persone intere, presenti, flessibili.
E il Rewilding Esistenziale è uno dei pochi metodi capaci di generarle.
Un’esperienza unica, un cambiamento reale
Accompagnati da AntropoStudio, ogni percorso diventa un’immersione profonda nella tua natura più autentica, dove scienza e avventura si intrecciano e la consapevolezza diventa un atto di libertà.

Andai nei boschi

perché volevo vivere

con saggezza e profondità

e succhiare tutto il midollo della vita,

sbaragliare tutto ciò che non era vita

E non scoprire,

in punto di morte,

che non ero vissuto.

(Henry David Thoreau, da Walden ovvero La vita nei boschi)

Rewilding Experience

Un'eperienza unica, fra avventura, scienza e consapevolezza, accompagnati da Antropostudio, leader in questo settore.

Il Rewilding Esistenziale, approccio scientifico Antropostudio è oggi riconosciuto dal Sistema Sanitario Nazionale come Terapia Integrata all'interno di percorsi clinici.

Queste celebri frasi di Thoreau, scritte nel lontano 1845 raccontano l’esperienza filosofico esistenziale di un’autore che al suo tempo in piena rivoluzione industriale scelse di andare controcorrente ed allontanarsi dalla città per cercare le radici del proprio esistere in natura.

Oggi più che mai in una società antropizzata   l’opera Walden  scritta più di un secolo e mezzo fa risuona con una fortissima attualità.

 

Tuttavia quella che era una ricerca poetica e filosofica di un autore, negli ultimi decenni è diventata una vera e propria disciplina scientifica che si dirama un un panorama ampissimo di tecniche e sperimentazioni, che vengono esaminate  dalla Ecopsicologia alla AntropoEcologia.

Nel 1984 Edward O. Wilson , uno dei più importanti biologi mondiali  del secolo scorso, fondatore del pensiero Sociobiologico sviluppa nei suo studi la rivoluzionaria teoria della Biofilia:

 Secondo un modello empirico  l’uomo avrebbe la tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali in natura.

Da qui negli anni a seguire proliferarono ricerche in ambito pluridisciplinare per confutare queste teorie che vennero ampiamente sposate dalla Psicologia e dall’Antropologia che più di tutte le altre discipline scientifiche ha sempre posto un ruolo primario allo studio del rapporto archetipico Uomo – Natura.

L’uomo è un primate che per il 75% della sua evoluzione ha vissuto a strettissimo contatto con la natura come cacciatore – raccoglitore e gran parte dei suo processi cognitivi si sono sviluppati in relazione all’ambiente circostante, all’ interpretazione diretta e sensoriale di quelli che sono i segnali della natura.

L’individuo metropolitano di oggi  invece vive delle realtà sempre più ristrette  claustrofobiche ed antropizzate in cui  difficilmente tali processi cognitivi di contatto e connessione di sperimentazione, scoperta, codificazione di spazi naturali, segnali esogeni, cambiamenti stagionali, si possano verificare. Da questa condizione distopica della società deriva una progressiva realtà patologica dove i disturbi mentali sono sempre più diffusi e l'uomo cerca risposte a questo malessere.

 Molto spesso questa ricerca conduce alla riscoperta delle proprie radici del nostro comune passato evolutivo dove i nostri spazi vitali erano le foreste, i campi, le montagne. Proprio per questo negli ultimi anni si sta assistendo ad una progressiva scoperta  dell’outdoor e  tutte le discipline ed attività ad esso connesse stanno prendendo sempre più piede, anche  non sempre queste pratiche vengono affrontate con consapevolezza.

Molti si avvicinano infatti alle varie discipline  che si svolgono in natura  vivendole come uno sport ricercando il mero gesto atletico , il brivido dell’istante e la performance, tralasciando  totalmente il processo conteplativo, filosofico, interiore ed esperienziale che queste attività in natura  da sempre favoriscono e che in passato venivano usate in culture tradizionali proprio come processo iniziatico nella costruzione del singolo individuo.

La natura è senza dubbio il più grande strumento di consapevolezza che l'uomo possa mai avere a sua disposizione. Essa può facilmente sviluppare processi di conoscenza, rivelazione e chiarificazione del proprio Se.

 Tali processi di  possono e devono essere sviluppati sin dall’età evolutiva in cui il bambino volge il suo sguardo alla scoperta ed implementati durante l’adolescenza e l’età adulta.

Ma per iniziare questo processo consapevole di evoluzione interiore occorrono delle direttive,  strategie per comprendere pienamente l’insegnamento che la natura ci da  e l’approccio mentale e soprattutto etico che occorre avere quando ci si immerge in essa, e in questo  l'AntropoEcologia, la Biofilia Consapevole e l'Ecopsicologia da anni hanno gettato le fondamenta scientifiche per comprendere dal punto di vista Esperienziale e Terapeutico il valore di queste attività all'aria aperta.

 Chi segue le iniziative della nostra associazione sa bene che da anni ci adoperiamo nella divulgazione di tali temi attraverso un Metodo formativo  di EcoAntropologia basato sull'esperienzialità in Natura.

 Erroneamente viene da pensare che il contatto con la natura si possa trovare soltanto nei grandi spazi selvaggi, ma la natura è intorno a noi, dal fiore che cresce sul ciglio del marciapiede ai piccoli parchi urbani (la natura ha preso pieno possesso degli spazi urbani, basti pensare che a Roma per esempio si possono incontrare volpi e addirittura un Falco Pellegrino ha nidificato su un terrazzo dell' Università la Sapienza), praticare una Ecologia Consapevole è un processo possibile, basta avere la consapevolezza e gratitudine di riconoscere la natura intorno a noi.

Per insegnare a riconoscere tutto questo, anche quest'anno  riprenderemo anche i nostri incontri indoor per portare un po’ di natura in città  affrontando dal punto di vista teorico e in parte pratico alcuni degli aspetti che quotidianamente affrontiamo durante i nostri percorsi di formazione in natura, questi sono alcuni dei punti che tratteremo nei nostri incontri:

-   Le radici storiche del distacco in natura

-   Il passaggio iniziatico

-  Qui ed Ora, il linguaggio degli animali

-  Identità e Natura

-  Ecologia consapevole come metodo meditativo

-  Evoluzione in Natura dal bambino all'adulto

-  Il ruolo del cammino

-  Foreste ed approccio sensoriale

-  Alberi e Radicemento Fisico

-  Come riconoscere la natura come Spazio Interiore

-  AntropoEcologia come terapia dell’anima

-  Alberi, foglie e comunicazion

- Ormone Verde e Mindfoulness

-FORESTBATHING

-Barefoot Meditation

- Filosofia delle vette

- Etica e Natura

In questa Avventura nella Natura e nell'Anima  saremo guidati da Damiano Tullio, una vita dedicata alla natura, Alpinista,  ma soprattutto Antropologo Culturale,  Tedx  Speaker,  Formatore in IAA, che negli ultimi 27 anni ha sviluppato i suoi studi analizzando il ruolo della Natura come elemento Esistenziale costitutivo nella crescita emotiva dell’individuo attraverso un approccio integrato, il Rewilding Esistenziale. Insieme esploreremo tecniche e metodologie riassunte nel suo Saggio "Dalla Roccia al Samadhi" dove vengono affrontate dal punto di vista tecnico, cognitivo ed interiore le esperienze di una vita vissuta a contatto simbiotico con la Natura.  Ad oggi questo approccio è riconosciuto come metodo formativo all'interno di contesti scolastici ed universitari ed adoperato anche in diverse aree  terapeutiche come percorso Mindfulness in Natura.

Cattedrali di pietra fra cascate misticismo

Nel cuore selvatico dell’Alto Lazio, immerso tra forre vulcaniche, incisioni rupestri e boschi che conservano il respiro della storia, sorge il suggestivo sito archeologico di Ischia di Castro, un luogo in cui la presenza umana dialoga da millenni con la natura. Qui, tra pareti scolpite dall’acqua e antichi sentieri tufacei, si trova il remarkable eremo rupestre di Poggio Conte, uno dei più affascinanti del Centro Italia: un santuario scavato nella roccia, ornato da resti di affreschi medievali e avvolto da un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo.
È in questo spazio liminale – dove il sacro incontra il selvatico – che prende vita l’esperienza Antropostudio:
un percorso antropologico, contemplativo e sensoriale per riscoprire il legame originario tra Uomo, Natura e Memoria.
Il luogo: un libro di pietra aperto
L’area di Ischia di Castro custodisce testimonianze etrusche, medievali e monastiche. Camminando fra i suoi terrazzamenti naturali e le cavità scavate nel tufo, si percepisce come le antiche popolazioni abbiano modellato l’ambiente e allo stesso tempo siano state modellate da esso.

L’eremo rupestre di Poggio Conte

• Ricavato nella parete di una gola boschiva
• Decorato da raffinate pitture medievali
• Affacciato su un paesaggio sonoro naturale: il fiume che scorre, il frusciare degli alberi, il richiamo degli uccelli
È un luogo che invita a rallentare, ascoltare e osservare. Perfetto per un lavoro antropologico sul sacro, la solitudine generativa e il rapporto con gli elementi.

Il percorso esperienziale

Cammino antropologico nel paesaggio
Una guida condurrà il gruppo attraverso il canyon tufaceo, accompagnando il cammino con:
• racconti sulla cultura etrusca e medievale,
• elementi di antropologia del sacro,
• riflessioni sul rapporto tra ambiente e simboli,
• osservazione sensoriale del paesaggio come “testo culturale”.
Il passo lento diventa strumento di ascolto e di sintonizzazione con il territorio.

Pratiche di Mindfulness e Antropologia del simbolico

L’esperienza integra momenti di presenza consapevole ispirati alla pedagogia dell’outdoor e alla psicologia contemplativa:
• Meditazione camminata nelle forre
• Pratica del respiro ascoltando l’acqua
• Mindfulness tattile: contatto con il tufo, la corteccia, i sedimenti
• Rituale del silenzio nell’eremo, per percepire la qualità sonora dello spazio
Queste pratiche non sono proposte come tecniche isolate, ma come un modo di abitare la natura e di esplorare la memoria emotiva del territorio.

Laboratorio simbolico in eremo

All’interno dell’eremo rupestre, i partecipanti vengono guidati in un laboratorio esperienziale che può includere:
• letture antropologiche sui concetti di eremitismo, soglia e contemplazione nelle culture antiche;
• riflessioni guidate sulla relazione fra isolamento, comunità e identità;
• un semplice esercizio di journaling consapevole o di creazione simbolica usando elementi naturali.
L’obiettivo è generare un momento di co-respiro tra gruppo e ambiente, una piccola ritualità condivisa capace di radicare l’esperienza.

Cerchio conclusivo di integrazione

La giornata si chiude con un cerchio di condivisione, in stile Antropostudio:
• ascolto reciproco,
• possibilità di restituire immagini, emozioni e insight,
• osservazioni antropologiche su come l’esperienza nei luoghi sacri naturali trasformi la percezione del sé.
Il cerchio diventa un sodalizio pantribale moderno: un incontro umano essenziale, autentico e profondo.
Spirito dell’esperienza
L’evento non è una semplice escursione né un workshop di mindfulness.
È una ricerca collettiva, un modo di:
• riaprire un dialogo antico tra corpo e paesaggio,
• riconoscere il sacro nella sua dimensione originaria e terrena,
• vivere la natura come maestra, non come scenografia.
Partenza da località Ischia di Castro , 100 Min da Roma (adatto ai Neofiti)
Durata: 4 Ore
Disl: 450 m
Lunghezza : 8 Km
Difficoltà : E
Ambiente: Boschivo e Cascate ed eremi nascosti
Attività: Trekking Forestale, Antropologia forestale, elementi di botanica e etologia

Caldara e bosco di Manziana

Ai margini del Lago di Bracciano, nascosta tra boschi di betulle e radure che sembrano emergere da un altro tempo, la Caldara di Manziana si apre come un cratere antico che ancora oggi lascia sospirare la Terra. Il vapore che affiora dal suolo, l’odore leggero di zolfo e il silenzio sospeso creano un paesaggio arcaico, quasi primordiale: un luogo in cui gli elementi dialogano fra loro e dove l’essere umano può riconnettersi alle sue radici più profonde.
La Caldara è una soglia: tra superficie e sottosuolo, tra quiete e potenza geotermica, tra quotidiano e originario.
In questo scenario unico prende forma l’esperienza Antropostudio, dove antropologia, pratiche contemplative e ascolto della natura si intrecciano in un percorso di presenza e riscoperta.

Il luogo: la Terra che respira

La Caldara è un fenomeno vulcanico raro: un antico cratere che continua a lasciar filtrare gas e vapori dal sottosuolo, circondato da una sorprendente betullaia naturale, la più estesa del Centro Italia.
È un ambiente che porta in sé una duplice energia:
• la quiete bianca delle betulle, simbolo di rinascita,
• il ribollire sotterraneo della caldera, simbolo di trasformazione.
Uno spazio perfetto per un viaggio antropologico sul rapporto tra l’umano e le forze invisibili della natura.

 Il percorso esperienziale

1. Cammino narrato nella betullaia
Il gruppo attraversa la foresta chiara e silenziosa, accompagnato da:
• riflessioni sul simbolismo della betulla in diverse culture,
• racconti antropologici sulle connessioni fra foreste, riti di passaggio e rinascita,
• pratiche di ascolto attivo del paesaggio sonoro.
Il passo diventa un rituale: un invito ad avvicinarsi alla Caldara con rispetto e consapevolezza.
2. Mindfulness geotermica: ascoltare la Terra
Raggiunta la Caldara, si sperimenta una serie di pratiche contemplative specifiche per questo ambiente unico:
• Radicamento in prossimità dei vapori, percependo la pulsazione del terreno
• Meditazione sul respiro della Terra, sincronizzando inspirazione ed espirazione con l’emergere dei vapori
• Mindfulness olfattiva: riconoscere le sfumature dello zolfo come parte dell’esperienza sensoriale
• Ascolto del calore che sale dal suolo, come una memoria antica che riaffiora
Questa parte dell’esperienza offre un contatto diretto con l’energia del sottosuolo, trasformandola in un’occasione di centratura.
3. Laboratorio simbolico “Luce e Profondità”
In una zona sicura e silenziosa attorno alla Caldara, viene proposto un laboratorio esperienziale che può includere:
• il simbolismo della betulla nelle culture sciamaniche euroasiatiche,
• l’interpretazione antropologica dei crateri, delle soglie e delle “porte della terra”,
• un esercizio di scrittura intuitiva o disegno rituale con carbone naturale o pigmenti del luogo,
• una breve pratica di grounding dedicata all’integrazione fra luce (superficie) e profondità (sottosuolo).
L’obiettivo è lavorare sulla tensione creativa tra ciò che emerge e ciò che resta nascosto, proprio come accade nella Caldara.
Partenza dal comune di Manziana, 45 min da Roma (consigliato per neofiti)
Durata: 3 Ore
Disl: 50 m
Lunghezza : 7 Km
Difficoltà : E
Ambiente: Fluviale e Sulfureo e Boschivo
Attività: Cascate, Trekking Fluviale, Elementi archeologici e grotte, elementi di botanica e etologia

Gola di Capofiume, la vita dell’acqua

Le Gole di Capofiume sono un luogo che non si attraversa soltanto: si incontra.
Una forra nascosta, scavata lentamente dal torrente, in cui l’acqua, la roccia e la vegetazione formano un santuario naturale. Lì, tra canyon di tufo, piccole cascate, pozze smeraldine e pareti modellate da millenni di erosione, si percepisce l’essenza del paesaggio originario: un mondo umido, fresco, vibrante, in cui il tempo scorre secondo ritmi antichi.
È in questo spazio liminale  scolpito dall’acqua e avvolto dalla voce del torrente  che nasce l’esperienza Antropostudio, un percorso che fonde antropologia, contemplazione, cammino sensoriale e ascolto della natura.

Il luogo: la via dell’acqua

Le Gole di Capofiume appartengono a quel tipo di paesaggi che la tradizione chiama “luoghi di passaggio”: spazi modellati dall’acqua, in cui i sentieri si fanno stretti, i suoni si amplificano e la percezione si affina.
Qui l’elemento dominante è l’acqua, simbolo di:
• trasformazione,
• purificazione,
• nascita e rinascita,
• memoria in movimento.

Il torrente diventa un maestro silenzioso che guida il ritmo dell’esperienza.

Il percorso esperienziale
Discesa nella forra: cammino antropologico
La giornata inizia con un cammino lento e guidato che accompagna il gruppo verso il fondo delle gole, con:
• osservazioni antropologiche sulle forre come luoghi liminali e iniziatici;
• letture del paesaggio come testo culturale: erosione, strati, nicchie, sedimenti;
• piccoli esercizi di percezione sensoriale del suono dell’acqua e della temperatura dell’aria.

La discesa diventa un rituale di ingresso.

Mindfulness ed esercizi di Rewilding
Raggiunte le pozze e i tratti più tranquilli del torrente, si svolgono pratiche contemplative ispirate alla relazione con l’acqua:
• Meditazione sul flusso: seguire con lo sguardo e con il respiro il movimento dell’acqua
• Ascolto profondo dell’elemento liquido: riconoscere tonalità, ritmi, cambi di intensità
• Mindfulness tattile: contatto consapevole con l’acqua, la pietra levigata, la superficie umida delle rocce
• Camminata consapevole su terreno bagnato, sviluppando equilibrio, presenza e fiducia

L’acqua diventa la guida principale del lavoro interiore.

Laboratorio simbolico “Il linguaggio dei corsi d’acqua”
In una piccola radura o su una riva sicura, si apre un laboratorio esperienziale che integra:
• il simbolismo dell’acqua nelle culture antiche (rigenerazione, passaggio, guarigione);
• una riflessione antropologica sui luoghi nascosti e sulle vie d’acqua come corridoi rituali;
• un esercizio creativo:
• scrittura intuitiva,
• creazione simbolica con pietre levigate, sabbia, rametti, tracce lasciate dall’acqua.
L’intento è dare forma a ciò che la forra evoca dentro ciascun partecipante.
Partenza dal comune di Collepardo, 75 min da Roma ( molto bello)
Durata: 4 Ore
Disl: 250 m
Lunghezza : Km
Difficoltà : E
Ambiente: Fluviale e Carsico
Attività: Trekking Fluviale e cascate, elementi di botanica e etologia

Panorami Ernici

Sopra l’altopiano di Campo Catino, i Monti Ernici si aprono in una successione di creste luminose, pascoli d’alta quota e valloni silenziosi in cui il vento diventa compagno di viaggio. È un ambiente essenziale, vasto e arioso, che invita naturalmente alla presenza e alla contemplazione.

Il luogo

Le alture degli Ernici sono un crocevia antico tra pastori, viandanti e popoli appenninici. Le doline carsiche, le praterie sospese e i panorami che si estendono fino al Velino e alla Maiella offrono un contesto ideale per esplorare il rapporto tra essere umano, montagna e spazialità interiore.

L’esperienza

• Cammino narrato: una salita graduale lungo i crinali, accompagnata da riflessioni antropologiche sul valore delle alture nelle culture tradizionali.
• Soste di mindfulness: brevi pratiche di respiro e ascolto nel vento, per sincronizzare corpo e ritmo della montagna.
• Punto panoramico meditativo: osservazione guidata dello spazio aperto come metafora di chiarezza e orizzonte personale.
• Rientro consapevole: un tratto finale in silenzio per integrare le percezioni emerse durante il cammino.

Spirito del percorso

Questa Experience offre una relazione diretta con la montagna: essenziale, ampia, luminosa. Un’occasione per ritrovare centratura, apertura e quiete interiore attraversando uno dei paesaggi più armoniosi degli Ernici
Partenza da località Campocatino, 90 min da Roma (intermedio)
Durata: 4 Ore
Disl: 450 m
Lunghezza : 8 Km
Difficoltà : E
Ambiente: Vette e creste
Attività: Trekking, Antropologia montana, elementi di botanica e etologia