Trekking sotto le Stelle, Bivacco e Alba in Vetta – nella notte di Fettagosto

Esperienza Formativa in Rewilding Esistenziale ed AntropoEcologia

in Ambiente Montano Notturno con Alba in Vetta

Parco Sirente Velino

Domenica 14 Agosto

Ore 22.00

Per questo Ferragosto come ogni anno proponiamo una esperienza di grande interazione con la natura selvaggia delle nostre montagne.

In questa particolare data proponiamo un Cammino Notturno con Bivacco e Alba in Vetta

in questo percorso ci troveremo al cospetto di biotopi molto differenti tra loro, esploreremo insieme  ambienti archetipali nel quali la nostra specie è evoluta:

Il Bosco Misto

La Faggeta

I Pascoli d'Alta Quota

e l'Ambiente Calcareo Ruprestre

elementi ai quali dedicheremo l'intera uscita dal punto di vista Ecologico ,  Antropologico e Storico.

Approfondiremo insieme alcuni aspetti scientifici e terapeutici che collegano gli ambienti non antropizzati

agli esseri umani.

Andai nei boschi

perché volevo vivere

con saggezza e profondità

e succhiare tutto il midollo della vita,

sbaragliare tutto ciò che non era vita

E non scoprire,

in punto di morte,

che non ero vissuto.

(Henry David Thoreau, da Walden ovvero La vita nei boschi)

Queste celebri frasi di Thoreau, scritte nel lontano 1845 raccontano l’esperienza filosofico esistenziale di un’autore che al suo tempo in piena rivoluzione industriale scelse di andare controcorrente ed allontanarsi dalla città per cercare le radici del proprio esistere in natura.

Oggi più che mai in una società antropizzata   l’opera Walden  scritta più di un secolo e mezzo fa risuona con una fortissima attualità.

Tuttavia quella che era una ricerca poetica e filosofica di un autore, negli ultimi decenni è diventata una vera e propria disciplina scientifica che si dirama un un panorama ampissimo di tecniche e sperimentazioni, che vengono esaminate  dalla Ecopsicologia alla AntropoEcologia.

Nel 1984 Edward O. Wilson , uno dei più importanti biologi mondiali  del secolo scorso, fondatore del pensiero Sociobiologico sviluppa nei suo studi la rivoluzionaria teoria della Biofilia:

 Secondo un modello empirico  l’uomo avrebbe la tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali in natura.

Da qui negli anni a seguire proliferarono ricerche in ambito pluridisciplinare per confutare queste teorie che vennero ampiamente sposate dalla Psicologia e dall’Antropologia che più di tutte le altre discipline scientifiche ha sempre posto un ruolo primario allo studio del rapporto archetipico Uomo – Natura.

L’uomo è un primate che per il 75% della sua evoluzione ha vissuto a strettissimo contatto con la natura come cacciatore – raccoglitore e gran parte dei suo processi cognitivi si sono sviluppati in relazione all’ambiente circostante, all’ interpretazione diretta e sensoriale di quelli che sono i segnali della natura.

L’individuo metropolitano di oggi  invece vive delle realtà sempre più ristrette  claustrofobiche ed antropizzate in cui  difficilmente tali processi cognitivi di contatto e connessione di sperimentazione, scoperta, codificazione di spazi naturali, segnali esogeni, cambiamenti stagionali, si possano verificare. Da questa condizione distopica della società deriva una progressiva realtà patologica dove i disturbi mentali sono sempre più diffusi e l'uomo cerca risposte a questo malessere.

 Molto spesso questa ricerca conduce alla riscoperta delle proprie radici del nostro comune passato evolutivo dove i nostri spazi vitali erano le foreste, i campi, le montagne. Proprio per questo negli ultimi anni si sta assistendo ad una progressiva scoperta  dell’outdoor e  tutte le discipline ed attività ad esso connesse stanno prendendo sempre più piede, anche  non sempre queste pratiche vengono affrontate con consapevolezza.

Molti si avvicinano infatti alle varie discipline  che si svolgono in natura  vivendole come uno sport ricercando il mero gesto atletico , il brivido dell’istante e la performance, tralasciando  totalmente il processo conteplativo, filosofico, interiore ed esperienziale che queste attività in natura  da sempre favoriscono e che in passato venivano usate in culture tradizionali proprio come processo iniziatico nella costruzione del singolo individuo.

La natura è senza dubbio il più grande strumento di consapevolezza che l'uomo possa mai avere a sua disposizione. Essa può facilmente sviluppare processi di conoscenza, rivelazione e chiarificazione del proprio Se.

 Tali processi di  possono e devono essere sviluppati sin dall’età evolutiva in cui il bambino volge il suo sguardo alla scoperta ed implementati durante l’adolescenza e l’età adulta.

Ma per iniziare questo processo consapevole di evoluzione interiore occorrono delle direttive,  strategie per comprendere pienamente l’insegnamento che la natura ci da  e l’approccio mentale e soprattutto etico che occorre avere quando ci si immerge in essa, e in questo  l'AntropoEcologia, la Biofilia Consapevole e l'Ecopsicologia da anni hanno gettato le fondamenta scientifiche per comprendere dal punto di vista Esperienziale e Terapeutico il valore di queste attività all'aria aperta.

 Chi segue le iniziative della nostra associazione sa bene che da anni ci adoperiamo nella divulgazione di tali temi attraverso un Metodo formativo  di EcoAntropologia basato sull'esperienzialità in Natura.

 Erroneamente viene da pensare che il contatto con la natura si possa trovare soltanto nei grandi spazi selvaggi, ma la natura è intorno a noi, dal fiore che cresce sul ciglio del marciapiede ai piccoli parchi urbani (la natura ha preso pieno possesso degli spazi urbani, basti pensare che a Roma per esempio si possono incontrare volpi e addirittura un Falco Pellegrino ha nidificato su un terrazzo dell' Università la Sapienza), praticare una Ecologia Consapevole è un processo possibile, basta avere la consapevolezza e gratitudine di riconoscere la natura intorno a noi.

Per insegnare a riconoscere tutto questo, anche quest'anno  riprenderemo anche i nostri incontri indoor per portare un po’ di natura in città  affrontando dal punto di vista teorico e in parte pratico alcuni degli aspetti che quotidianamente affrontiamo durante i nostri percorsi di formazione in natura, questi sono alcuni dei punti che tratteremo nei nostri incontri:

-   Le radici storiche del distacco in natura

-   Il passaggio iniziatico

-  Qui ed Ora, il linguaggio degli animali

-  Identità e Natura

-  Ecologia consapevole come metodo meditativo

-  Evoluzione in Natura dal bambino all'adulto

-  Il ruolo del cammino

-  Foreste ed approccio sensoriale

-  Alberi e Radicemento Fisico

-  Come riconoscere la natura come Spazio Interiore

-  AntropoEcologia come terapia dell’anima

-  Alberi, foglie e comunicazion

- Ormone Verde e Mindfoulness

-FORESTBATHING

-Barefoot Meditation

- Filosofia delle vette

- Etica e Natura

- Outdoor ed Estremo

questo tipo di programma formativo è consigliato   Consigliamo  questo percorso ad ogni individuo, specialmente Genitori, ma soprattutto a coloro che lavorano con il pubblico specialmente, insegnanti, formatori, terapeuti, psicologi e medici;    ma anche a tutte quelle figure professionali che lavorano in contesti aziendali per favorire le capacità interrelazionali e sviluppare le capacità di ascolto delle proprie propensioni e di quelle dell'Altro. Vivamente consigliato a tutti coloro che frequentano o lavorano in Natura: istruttori, accompagnatori, guide alpine. Alcune tecniche apprese infatti possono essere utili per gestire meglio i gruppi ed affrontare eventuali problematiche esistenziali dei singoli legate alla sfera della consapevolezza, introspezione, evoluzione emotiva, cooperazione ed accettazione dei propri limiti.

 

DETTAGLI e Descrizione del Cammino

Inizio attività Ore 22.00 di Domenica 14 Agosto

  • Cammino Forestale e Montano dalla Val di Fua alla Vena Stellante
  • Diff: E
  • Disl:  m 1100

- Ore 22.00 Meeting Point  (Verrà comunicata via mail ai partecipanti la località esatta delle attività)

- Introduzione di AntropoEcologia e Rewilding

  • 22.10 Esperienza di Rewilding, introduzione al tema del cammino notturno
  • Ore 24.00 Bivacco in  ambiente montano ed analisi Antropologica del ruolo della Montagna nell'Evoluzione Umana, come elemento aggregativo e luogo di ritualità iniziatica.
  •  Esperienza del Fuoco con introduzione alla  Mindfullness ed AntropoEcologia (cena a sorpresa con tecniche di Survivalism)
  •  Ore 05.00 Arrivo in Vetta in attesa dell'alba e Meditazione
  • Conclusione Stimata Ore 09.30

    

La Natura in ogni nostra attività è maestra di vita, sarà quindi nostra premura rimodulare e portare dei cambiamenti al programma qualora le condizioni meteo non dovessero essere idonee alle attività proposte, per garantire una autentica esperienza di natura, ma in totale sicurezza..

Per questo particolare evento, è richiesto ai partecipanti di aver già aderito almeno una volta alle nostre iniziative o poter comunque comprovare esperienze e competenze pregresse in questo ambito.

Il laboratorio esperienziale si terrà nel Parco Sirente Velino, un patrimonio di biodiversità regno del lupo e dell'orso, un luogo fiabesco caratterizzato da alberi centeneri e acque sacre di culti precristiani, dove sperimenteremo in una natura le tecniche di AntropoEcologia apprese.

ISCRIZIONE E QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Per la particolare natura delle nostre attività formative è nostra scelta etica mantenere un numero esiguo di partecipanti  per poter mantenere uno standard qualitativo conforme agli obbiettivi prefissati in queste esperienze, Natura vuol dire silenzio e contemplazione, attività molto difficili da attuare con gruppi numerosi.

Prenderemo quindi in considerazione le prime dodici richieste di partecipazione che dovranno pervenire entro l'11 Agosto

Per prenotare è necessario inviare una mail all'indirizzo segreteria@antropostudio.org , comunicando i propri dati anagrafici e numero di telefono e sarete immediatamente ricontattati.

La quota di partecipazione  è di Euro 55, nella quota sono incluse la spesa per il bivacco ed il tesseramento alla Associazione Antropostudio per l'anno 2022

In caso di assenze non comunicate entro le ore 22 del 12 Agostoo  è previsto un pagamento completo della quota di partecipazione.

I Mezzi

 Essendo già in loco non ci è possibile attivare i nostri servizi di spostamento, i partecipanti quindi dovranno essere muniti autonomamente delle loro autovetture, ma possiamo comunque mettere in contatto i partecipanti per essere meno impattanti sull'ambiente in cui ci recheremo organizzando dei car sharing.

Cosa Portare:

Essenziale una Torcia Frontale

L’elemento fondamentale per un’escursione in sicurezza sono un buon paio di scarpe da trekking o da avvicinamento, preferibilmente con suola in vibram.

vestiario adatto alla stagione; pantaloni lunghi, maglietta di cotone o traspirante, pile, guscio e mantella in caso di pioggia (in montagna è sempre bene vestirsi a strati traspiranti da poter togliere o rimettere in caso di caldo o freddo). Doppio paio di calzettoni di riserva ed un piccolo cambio in caso di pioggia da lasciare in auto.

Da mettere nello zaino :

cappello con visiera in caso di sole eccessivo, e berretto pesante in caso di vento freddo, una macchinetta fotografica ed un binocolo per catturare l’istante dell’avvistamento della fauna locale.

Consigliati ma non necessari i bastoncini telescopici per una migliore progressione in salita ed in discesa

La Fauna

Durante il trekking consigliamo vivamente di portare binocolo e macchinetta fotografica, nel percorso scelto è possibile fare l'avvistamento di cervi e caprioli, ed essendo questo il periodo di risveglio dal letargo con fortuna potremmo anche ammirare da lontano il furtivo passaggio dell'orso bruno marsicano.

Guidati da:

Damiano Tullio Damiano Tullio muove i suoi primi passi in una famiglia di alpinisti legati profondamente alle  Mainarde, montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Vive la sua giovinezza a metà fra i due mondi quello urbano della grande metropoli romana e le amate montagne  e i luoghi selvaggi dell’Appennino che determinano ogni sua scelta futura. Fin dall’età di nove anni partecipa attivamente alle attività di salvaguardia e ricerca in natura come attivista WWF e LIPU di cui diventa Coordinatore della Sezione Giovanile di Roma. Crescendo,  dedica tutti i suoi sforzi ed i suoi studi per essere costantemente in viaggio studiando  e facendo ricerca etnografica sul campo in luoghi selvaggi di Europa, Asia, Americhe e Australia per comprendere il rapporto ancestrale che intercorre fra le società tradizionali e gli ambienti non antropizzati. I suoi studi nelle discipline Demo Etno Antropologiche, nelle quali si laurea all’età di 25 Anni con una Tesi dedicata al rapporto fra Montagne e Sentimento Religioso, lo spingono sempre più verso la scoperta.  Negli anni successivi infatti si specializza in altri aspetti dell’Antropologia , in particolare l’Antropologia Clinica  e Couseling in Antropologia Esistenziale su cui sviluppa una ricerca basata sul rapporto terapeutico fra Esperienze in luoghi Selvaggi e Terapia dell’Anima, da cui deriva il suo saggio breve “dalla Roccia al Samadhi”, che affronta il tema della consapevolezza in natura dagli ancestrali riti di iniziazione alla pratica dell’Alpinismo Estremo. Gli studi svolti, hanno sempre previsto una presenza attiva in Natura, trasformando le sue grandi passioni dell’Alpinismo e il Trekking come dei veri e propri strumenti di Karma Yoga e costituzione dell’anima attraverso lo stretto rapporto con le grandi esperienze forestali  diventando inoltre Guida Federtrek,  Membro del Soccorso Alpino Lazio e come Formatore Nazionale CSEN per il Forestbathing. Desideroso di trasmettere questi saperi appresi nei lunghi anni di ricerca e di esperienza fonda nel 2010 Antropostudio, una realtà che si occupa della divulgazione del rapporto Archetipico Uomo Natura dal punto di vista scientifico, filosofico, etico e soprattutto esperienziale. Da anni sue attività si svolgono in aula dal punto di vista accademico  ma soprattutto nei boschi,  gran parte della sua missione consiste infatti nel  riavvicinare le persone alla natura selvaggia  che risiede in luoghi non antropizzati ed in isole addormentate dell’anima che troppo spesso vengono dai più lasciate inesplorate. Nei suoi corsi di formazione definisce questo metodo di riavvicinamento ad orientamento AntropoEcologico come Rewilding Esistenziale, un processo che permette un risveglio esistenziale attraverso il rapporto diretto  con gli elementi forestali, glaciali, montani. Il Rewilding mira ad un reinserimento dell’Uomo in contesti totalmente non antropizzati ed al suo adattamento dal punto di vista esperienziale ma soprattutto psicologico, a tal proposito infatti vengono proposte anche esperienze apprese durante le ricerche etnografiche svolte con società tradizionali ancora profondamente connesse alla natura. Una delle più interessanti da menzionare è la Iglu Experience in cui vengono proposti dei laboratori di comprensione della Cultura Glaciale Inuit attraverso la realizzazione di un Iglu in stile tradizionale e trasmessi i saperi di questo antico popolo. Negli anni la sua missione didattica ha raggiunto centinaia di persone, direttamente attraverso le intense esperienze di natura e formazione, ed indirettamente attraverso le diverse presenze in trasmissioni che hanno raccontato la storia del progetto Antropostudio. In questo paradigma i boschi stessi, le grotte e le vette si trasformano in un’aula di lavoro in cui svolgere attività terapeutiche, scolastiche e aziendali per aprire le porte del proprio ascolto interiore verso l’indagine del mondo selvaggio che risiede dentro e fuori di noi.